Guida al codice etico
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Etica del traduttore e dell’interprete
I traduttori e gli interpreti certificati NAATI sono vincolati a un codice etico e di condotta. Questo significa che è possibile fare affidamento su un traduttore o interprete certificato NAATI con la stessa fiducia che si ripone in un medico o un commercialista.
Gli interpreti e i traduttori hanno il dovere di:
- essere precisi;
- operare in modo imparziale e obiettivo;
- garantire la riservatezza delle informazioni;
- mantenere le proprie competenze attraverso una regolare attività di sviluppo professionale;
- svolgere esclusivamente incarichi per i quali sono qualificati, sulla base della formazione o delle qualifiche (credentials) possedute.
I dilemmi etici sono situazioni professionali in cui non esiste una soluzione chiaramente giusta o sbagliata. Di seguito sono riportati alcuni esempi di dilemmi etici che gli interpreti possono incontrare nello svolgimento della loro attività professionale:
- Un cliente impreca di fronte alla polizia. L’interprete potrebbe ritenere inappropriato l’uso di un linguaggio offensivo in presenza delle forze dell’ordine, o essere consapevole che tali espressioni potrebbero causare problemi al cliente. Tuttavia, il codice etico impone all’interprete di operare in modo accurato e imparziale: tutto ciò che viene detto, comprese le imprecazioni, deve essere interpretato alla polizia e viceversa.
- All’interprete viene chiesto di esprimere un parere, ad esempio se ritiene che qualcuno stia mentendo. Il codice etico impone all’interprete di essere imparziale e di rispettare i confini del proprio ruolo: non può difendere qualcuno, né fornire orientamento o pareri nell’ambito del proprio operato professionale.
- All’interprete viene chiesto se il cliente ha ripetuto qualcosa in un incontro o in un appuntamento precedente. Il codice etico impone all’interprete di garantire la riservatezza delle informazioni. Anche se, ad esempio, un medico richiede conferma su quanto detto dal paziente in un incontro precedente, l’interprete non può rivelare tali informazioni.
In Australia e Nuova Zelanda esistono quattro codici etici per traduttori e interpreti: AUSIT, ASLITA, NZSTI e SLIANZ.
- Codice etico e di condotta dell’AUSIT (Australian Institute of Interpreters and Translators) del 2012: si applica a tutti i traduttori e interpreti che lavorano con le lingue parlate in Australia e Nuova Zelanda.
- Si noti che l’AUSIT e la NZSTI condividono un codice etico. Il codice etico della NZSTI è consultabile qui.
- Codice etico e linee guida di condotta professionale dell’ASLIA (Australian Sign Language Interpreters’ Association) del 2007: si applica a tutti i traduttori e gli interpreti della lingua dei segni australiana (Auslan).
- Codice etico e di condotta della SLIANZ (Sign Language Interpreters of New Zealand) del 2012: si applica a tutti gli interpreti in Nuova Zelanda che utilizzano la lingua dei segni neozelandese (NZSL).
Per ottenere la certificazione NAATI è necessario dimostrare la conoscenza e la comprensione del relativo codice etico. La NAATI verifica che il traduttore o l’interprete comprenda il codice etico, sappia applicare i relativi principi alla propria attività professionale e sia in grado di affrontare correttamente eventuali dilemmi etici.
Maggiori informazioni sui diversi codici etici e sul test di competenza etica della NAATI
Violazioni del codice etico
Talvolta può accadere che un traduttore o un interprete non rispetti i principi etici, causando danni o pregiudizi a un cliente, al proprio datore di lavoro o a un collega. Questa situazione viene normalmente definita una “violazione”.
NAATI, AUSIT, ASLITA, NZSTI e SLIANZ prendono sul serio le possibili violazioni del codice etico. Per informazioni su come NAATI gestisce le segnalazioni di violazioni, consulta la Politica sui reclami della NAATI. È inoltre possibile presentare un reclamo direttamente al traduttore o all’interprete, al suo datore di lavoro o, se l’interprete ne fa parte, alla sua associazione professionale (AUSIT, ASLITA, NZSTI o SLIANZ).